Centro per le Famiglie “La locomotiva”: i servizi alla persona sono carenti e non rispondono ai bisogni dei cittadini

I servizi al cittadino gestiti dalle cooperative sociali sono ormai un osservatorio sulla comunità di pertinenza, su quanto accade in un preciso spaccato della società italiana, cogliendone le criticità e evidenziandone i bisogni. Gli operatori, con le loro competenze professionali e la loro umanità, rappresentano un presidio stabile, un punto di riferimento reale e tangibile per tutti i cittadini che per un motivo o per un altro si rivolgono a loro. I lavoratori sociali si fanno, quindi, interpreti delle necessità dei loro utenti: in questo risiede la valenza politica della cooperazione sociale.

Pensiamo alle famiglie. Quali esigenze hanno? Quali difficoltà affrontano ogni giorno? Di che tipo di sostegno hanno bisogno? Nei comuni di Mentana, Fonte Nuova e Monterotondo, il Centro per le famiglie “la Locomotiva” – gestito in Associazione Temporanea di Impresa dalle cooperative sociali il Pungiglione, Iskra e Folias – cerca ogni giorno di dare risposte concrete attraverso consulenza psicologica, sostegno alla genitorialità, consulenza legale e mediazione familiare a quanti manifestano delle esigenze specifiche. All’equipe de La Locomotiva abbiamo chiesto di spiegaci qual è – in base alla loro esperienza – il grado di benessere delle famiglie della comunità in cui lavorano.

Equipe: Dal nostro osservatorio possiamo evidenziare che nella vita familiare il ciclo più critico è quello dell’adolescenza dei figli. Si assiste ad un allentamento dei legami familiari che rende i nuclei più fragili nei momenti di passaggio/cambiamento. E’ chiaro che tale situazione è accentuata dalla crescita del disagio socioeconomico e dall’impoverimento delle reti di prossimità. Sono proprio le difficoltà economiche, aggiunti ai casi di separazioni e allo stress dei ritmi quotidiani che lasciano poco tempo da dedicare ai figli, rendono le persone più fragili, insicure e incapaci di affrontare e risolvere anche le piccole difficoltà quotidiane, in campo educativo e familiare.

#A tempo debito: Negli ultimi anni la povertà assoluta ha riguardato – in tutta Italia – sempre più famiglie. Gli ultimi dati Istat parlano di 1 milione e 582mila famiglie in povertà assoluta. Anche a livello territoriale avete registrato un notevole peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie?

Equipe: Si, i numeri del Centro per le Famiglie “La Locomotiva” parlano chiaro. Dall’inizio della nostra attività, nel 2006, ad oggi i nuclei familiari presi in carica dal nostro servizio sono passati da poco più di 50 a circa 140. Su un totale di circa 780 persone prese in carica in circa 10 anni, il 19% si è rivolto a noi solo nel 2015. Questo dimostra come il disagio socio-economico delle famiglie sia aumentato esponenzialmente negli ultimi anni. A volte è successo che gli utenti ci chiedessero soldi per la spesa ed altre impellenti necessità. Non è un caso che il Centro per le famiglie è diventato uno dei centri di distribuzione del progetto Last Minute Markert che fornisce cibo ai cittadini in difficoltà e, contemporaneamente, è anche un un punto di riferimento informale per lo scambio di indumenti ed accessori per neomamme e neonati.

#A tempo debito: Attraverso la campagna “A tempo debito” le cooperative Iskra, Folias e Il Pungiglione hanno denunciato a più riprese il deterioramento del welfare e, quindi, dei diritti sociali. A fronte dell’ oggettiva carenza di risorse, quali sono le difficoltà che gli operatori sociali che lavorano nel centro “la Locomotiva” sostengono?

Equipe: Una difficoltà è condividere, a volte, la medesima situazione economica tra utenti e operatori; l’altra – che più riguarda il servizio – è che i bisogni sono sempre più ampi e variegati. Le domande che giungono al servizio sono complesse e non siamo in grado di rispondere a tutto. Noi operatori dovremmo lavorare per promuovere il benessere delle famiglie, ma spesso ci troviamo a “tappare buchi”, tamponare emergenze a cui servizi carenti non riescono a rispondere. I servizi si stanno impoverendo, a fronte di un aumento sostanziale delle urgenze. Cercare di rispondere ai bisogni espressi dagli utenti significherebbe ampliare l’offerta, il CpF dovrebbe essere più flessibile per poter adeguarsi alle diverse esigenze, mentre la carenza di fondi e l’incertezza a questa legata lo rende sempre più rigido.

#A Tempo debito: Negli ultimi mesi si parla molto degli interventi economici del governo Renzi per combattere la povertà. Secondo voi si sta pensando a strumenti efficaci o sono solo soluzioni tampone senza un reale impatto a lungo termine? (parlo di sostegno inclusione attiva, bonus bebè, carta acquisti ecc…)

Equipe: Tali misure, non sistemiche rispetto ai bisogni complessi delle famiglie vengono ricondotte al mero consumo e non fanno che tamponare temporaneamente i bisogni, senza nessuna ottica progettuale, perpetuando un atteggiamento paternalistico da parte dello Stato e assistenzialistico da parte del cittadino.

#Atempo debito: In base all’esperienza del centro “la Locomotiva” quali sono gli interventi che le istituzioni locali e nazionali dovrebbero mettere in campo per rispondere ai bisogni dei cittadini?

Equipe: Realizzare una effettiva integrazione socio-sanitaria, attraverso servizi che tengano conto dei progetti e delle aspirazioni della persona, come ad esempio l’Equipe Disabile Adulto, Psicoterapia a compartecipazione dell’utente, ecc. Un aumento delle risorse destinate ai servizi alla persona renderebbe gli stessi più capaci di adattarsi alle domande e quindi ai bisogni dei cittadini.