L’idea di una campagna di comunicazione nasce dalla consapevolezza che è arrivato il tempo di condividere con la cittadinanza tutta, quei concetti che fino ad ora sono stati patrimonio solo degli addetti ai lavori o di chi si trova in una situazione di difficoltà.

E’ arrivato il tempo che la cooperazione sociale riesca a legittimare culturalmente il welfare!

È impensabile che i lavoratori delle cooperative sociali debbano aspettare il loro stipendio con la speranza che prima o poi arrivi: non si può pensare di lavorare nell'ambito della cura alle persone quando i lavoratori stessi divengono una categoria svantaggiata. Come è impensabile che le cooperative sociali debbano sobbarcarsi l'onere di mantenere dei servizi pubblici indebitandosi fino ad un possibile collasso con le banche (ovviamente private), pur di rimediare alla mancanza di denaro per pagare gli stipendi e/o per affrontare le spese atte a mantenere aperti i servizi.

Queste spese dovrebbero essere coperte tempestivamente dagli enti pubblici senza insostenibili ritardi come avviene ormai da troppo tempo!

Ad oggi il welfare viene visto come un dì più, come qualcosa che si ha solo perché alcuni comuni possono permetterselo. Per questo è messo a rischio. Ma Il welfare riguarda tutti.

Il welfare è bene comune, è il bene della comunità e noi lo vogliamo urlare.

Far passare tali concetti, significa mettere in risalto il concetto di diritti sociali, diritti che abilitano ad esercitare i diritti che tutti conosciamo, cioè quelli civili e politici.

L’obiettivo della campagna è proprio di far comprendere il concetto di welfare, suscitando curiosità e attirando l’attenzione di tutti i cittadini. Muovere gli animi e i pensieri per rimettere in circolo le idee che diano vita a soluzioni opportune: che siano in grado di tutelare i diritti sociali già legittimati dalla costituzione ma che, nonostante questo, oggi, rischiano di essere gravemente danneggiati o in alcuni casi, persino negati.

 

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